I numeri ci dicono che il Polo Bridge ha concretamente risposto ad un’esigenza del territorio

«Considerata l’entità del fenomeno, riteniamo l’istituzione del servizio di psicologia territoriale in Veneto un atto ormai improcrastinabile». Non nutre dubbi Alberto Girardi, presidente dell’Associazione Vicenza for Children, capofila e cofinanziatore nel vicentino, insieme alla Fondazione Dalla Vecchia, del Polo Bridge, che sostiene bambini, adolescenti e le loro famiglie che vivono momenti di fragilità mentale, lavorando in stretta collaborazione con lʼUlss 8, le scuole e altre associazioni locali.

«Non voglio entrare nelle specifiche dei singoli progetti di legge, tra cui quello del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, presentati la scorsa settimana in quinta Commissione del Consiglio regionale – spiega Girardi -, ma auspico, com’è stato peraltro annunciato, che si possa arrivare ad un testo finale che, pur tenendo conto di tutte le osservazioni fin qui formulate dai vari gruppi politici, dia urgente risposta ad un problema al quale sia noi come Polo Bridge, per quanto riguarda il vicentino, ma la situazione non è dissimile nel resto del Veneto, sia le aziende ospedaliere, stiamo gestendo con sempre maggiori difficoltà».

Secondo i dati forniti dall’Ulss 8 Berica al Polo Bridge, la Neuropsichiatria infantile ha evidenziato in questi ultimi anni un aumento significativo del malessere psicologico tra i giovani: nel 2024 sono state 1.120 le prese in carico, con un incremento complessivo degli utenti a 2.359; gli accessi adolescenziali sono stati 881. Grazie al progetto Bridge, nel 2025 si è riusciti a dare consulenza e sostegno, tra i vari servizi, a più di 200 ragazzi, tra gli 8 e i 18 anni, che soffrivano di disturbi dell’umore, del comportamento alimentare, della disregolazione emotiva, che hanno dato seguito anche ad abbandoni scolastici.

Nel 2025 il Polo ha rappresentato un nodo strategico fondamentale nella presa in carico dei giovani pazienti con fragilità psicologiche e disturbi del comportamento alimentare, grazie a un modello integrato che agisce sul territorio con progetti ad hoc per ogni paziente. Il team del Polo Bridge, costituito da sette psicologhe e una dietista, s’interfaccia infatti con quattro ambiti: scuola, tutela dei minori, servizi sociali dei Comuni e Ulss. Le psicologhe, che operano in stretto coordinamento clinico con la Neuropsichiatria infantile di Vicenza, si sono interfacciate da febbraio a dicembre 2025 con 844 pazienti, ma i colloqui totali sono stati quasi 2.000. La dietista ha seguito 80 giovani, in una sorta di estensione operativa del Centro disturbi alimentari di Vicenza (Dca) dell’Ulss 8.

«I numeri ci dicono che il Polo Bridge ha concretamente risposto ad un’esigenza del territorio – conclude Girardi -, tuttavia abbiamo una costante lista d’attesa alla quale non riusciamo a dare risposta. Quest’anno, insieme alla Fondazione dalla vecchia siamo riusciti a inserire la fascia di “passaggio” quella dai 18 ai 20 anni e ad affiancare con un ulteriore sostegno psicologico i genitori, per migliorare la salute mentale e la qualità di vita di bambini e ragazzi.

 

825 582 Vicenza for Children