«Al termine di questa mia esperienza personale – spiega Baù – sono sempre più dell’idea che tutta la fatica fatta non può essere stata finalizzata solamente al desiderio di cancellare il passato anche perché, per come la vedo io, quello che è stato è stato, non può essere tolto con un colpo di spugna ma al contrario deve servire a tutti noi per crescere. Al contempo ritengo che quanto ho passato io sia la dimostrazione che con determinazione si può andare sempre avanti ricostruendosi e facendo qualcosa di concreto per gli altri».
«Le spese vive del viaggio ce le pagheremo integralmente – conclude Baù -. Devolveremo invece tutto quello che raccoglieremo alla chirurgia pediatrica: i medici e il personale infermieristico che vi lavorano li posso paragonare a degli zii e delle zie acquisite visto che per anni li ho visti a giorni alterni».
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